giovedì 16 settembre 2010
Zamponi: "Tiepido PD alleato di Idv!"
Apprendiamo dai commenti del PD alla mancata approvazione della mozione sul chiaccherato consigliere Segretario PDL Ponzoni, che il Partito Democratico sarebbe in Lombardia il “maggiore alleato” di Italia dei Valori.
Gaffuri, Capogruppo Regionale del PD, non è aggiornato. Italia dei Valori ERA il principale alleato del PD; lo è stato per tutta la campagna elettorale a sostegno del Candidato PD Penati e, subito dopo, per contribuire all’elezione dello stesso Penati alla prestigiosa poltrona di Vice-Presidente del Consiglio Regionale.
L’alleanza subito dopo è stata distrutta dal PD, che ha preferito allearsi con l’UDC, pugnalando alle spalle il candidato di Italia dei Valori nella Giunta delle elezioni.
Quindi, almeno per quanto riguarda il Consiglio Regionale della Lombardia, l’alleanza fra IDV e PD è terminata bruscamente per deliberata scelta del Partito Democratico.
Questo non impedirà, nei prossimi 5 anni di legislatura, che ci possano essere più che auspicabili convergenze su singoli provvedimenti, di volta in volta valutati da IDV e PD di comune interesse; ma la slealtà del PD ha messo una pietra tombale su un’alleanza organica al Consiglio Regionale per i prossimi cinque anni.
Per quanto riguarda la mozione Ponzoni, la circostanza che non sia stata firmata dall’IDV è vera; ciò non ha impedito a IDV di sostenerla con appassionate argomentazioni in Consiglio e solo la “tiepidezza” del PD regionale nel chiedere il voto segreto ha impedito che fosse approvata.
La riprova si ha con quanto accaduto, sempre nella seduta di ieri, sulla questione pregiudiziale proposta da IDV e Sel che – per la prima volta dopo dieci anni – ha bloccato l’approvazione della caccia in deroga; questa pregiudiziale, CHE PURE IL PD NON AVEVA SOTTOSCRITTO, è stata approvata, a voto segreto, oltre che dal PD anche da larghi settori della maggioranza (39 a 22 l’esito finale).
IDV ha così dimostrato con i fatti che questa maggioranza si può anche battere, sia pure a voto segreto; basta volerlo.
Ma il PD non lo ha voluto (senza neppure spiegare il perché).
Gruppo Italia dei Valori
Consiglio regionale della Lombardia
venerdì 10 settembre 2010
mercoledì 8 settembre 2010
venerdì 3 settembre 2010
venerdì 6 agosto 2010
martedì 3 agosto 2010
Accadde ieri: 2 agosto 2010, Bologna.
Ieri ricorreva il 30° anniversario della strage alla stazione di Bologna; ebbene, per la prima volta nessun rappresentante dell'Esecutivo ha presenziato alla commemorazione!Un'assenza preannunciata che la dice lunga su che razza di Governo abbia il nostro Paese e sulla pasta di cui sono fatti i nostri governanti.
Ma che vorrebbe? ... applausi ed ovazioni come alle "convention" del suo "partito dell'amore"?
Sono passati 30 anni da quel 2 agosto 1980 in cui 85 persone inermi persero la vita ed oltre 200 rimasero mutilate o ferite.
30 anni dopo quei mutilati e feriti sopravvissuti all'esplosione e tuttora viventi, insieme ai familiari ancora in vita delle vittime innocenti di allora ... attendono di sapere la verità sui mandanti e dunque sul perchè di quell'attentato!
In 30 anni molti di loro sono morti portandosi dietro una domanda: "Chi e perchè?" ... e se ne sono andati senza una risposta!
lunedì 2 agosto 2010
martedì 27 luglio 2010
"Roma ladrona!"?
Finanziamenti pubblici per 800 mila euro, in due anni, alla 'Libera scuola dei popoli padani', 'scuola di partito' fondata da Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi.
"Un governo generoso, ha deciso di assegnare alla scuola, in soli due anni, 800 mila euro, come si legge alla voce (non meglio precisata) 'ampliamento e ristrutturazione' del 'Fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio', che il Senato, con la commissione Bilancio, ha formalizzato nei giorni scorsi''.
''La scuola padana si propone 'di educare al territorio e allo studio del dialetto locale' e ha come presidente Dario Galli che, oltre ad occuparsi di pedagogia padana, è stato anche senatore della Lega Nord. Insomma una scuola di partito, che prende i soldi pubblici e magari insegna al grido di 'Roma Ladrona'''.
''La particolarita' di questa storia sta nel fatto che la 'Libera scuola dei Popoli Padani' è stata fondata nel 1998 dalla signora Manuela Marrone, 'maestra di scuola elementare di lunga esperienza' (spiega il sito della scuola), ma soprattutto moglie di Umberto Bossi''.
''Lady Bossi e' tuttora tra i soci della cooperativa che dà vita a questa scuola materna, elementare e secondaria; società che, guarda caso, ha chiuso il bilancio 2008 con una perdita di 495.796 euro''.
(ANSA).
Y7G-GAR
23-LUG-10 12:25 NNNN
Accade a Novate ...
un’altra amara eredità!
ASCOM, la società del Comune di Novate che gestisce le farmacie comunali ed i nidi "Il Trenino" e "Arcobaleno", ha chiuso il bilancio 2009 con una perdita di 378.000 Euro.
Ecco un’altra imprevista ed amara eredità …
della passata giunta di centro-destra,
incapace di controllare la gestione delle società partecipate.
La Giunta Guzzeloni,
insieme al nuovo CdA in carica dal 2010,
sta operando, con serietà e rigore,
per migliorare la gestione
e per ridefinire il futuro di ASCOM.
… e il centro-destra
in Consiglio comunale
che fa?
Semplicemente
si astiene
dalle proprie responsabilità!
In agenda
lunedì 19 luglio 2010
Accadde oggi: 19 luglio 1992, Palermo.
La strage di via d'Amelio; un attentato di stampo mafioso in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino ed i suoi "angeli custodi", la sua scorta: Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta ed a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonio Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni.
Noi non li dimenticheremo mai! ... perchè il loro sacrificio non sia stato vano.
martedì 13 luglio 2010
In agenda
giovedì 8 luglio 2010
L'Aquila 2010: quale informazione?
ABBANDONO
Ricevo e pubblico - di don Franco Barbero
.....Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.
Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'I.C.I. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.
Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo Stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri.
Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema: "Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo." Loro non scrivono, voi fate girare.









